Con il termine di emorroidi si intende una dilatazione dei plessi venosi sottomucosi del canale anale (emorroidi interne) e del margine cutaneo-mucoso dell’ ano (emorroidi esterne).

Anatomicamente si distinguono 3 principali plessi venosi, ma frequentemente sono presenti vasi venosi accessori che possono occupare l’intera circonferenza dell’ano.

Attraverso le vene emorroidarie medie e inferiori il deflusso ematico avviene verso la vena cava inferiore; le vene emorroidarie superiori confluiscono invece nel circolo portale attraverso la vena mesenterica inferiore: è così facilmente comprensibile come un ostacolo alla circolazione portale possa determinare un’inversione di flusso a livello del plesso emorroidario con conseguente ectasia e congestione a livello di questi vasi: in tali casi si parla di emorroidi sintomatiche.

In massima parte però le varici emorroidarie sono idiopatiche e vengono definite emorroidi essenziali.

Esistono diversi fattori che favoriscono l’insorgere delle emorroidi come l’ereditarietà, le gravidanze, la stipsi o la diarrea, errori dietetici , l’ipertono sfinterico etc…

Classicamente le emorroidi vengono distinte in 4 gradi relativi alle loro dimensioni e  all’impegno delle stesseall’interno del canale anale.

Il I grado corrisponde alla protrusione nel lume del canale anale e alla congestione dei vasi venosi

Nel II grado le varici anorettali tendono a protrudere e a scendere nel canale anale durante la defecazione.

Nel III grado le emorroidi prolassano al di fuori dell’ano durante la defecazione, ma possono essere manualmente riposizionate all’interno del canale anale.

Nel IV grado il prolasso emorroidario non si riduce o si ripresenta una volta assunta la stazione eretta.