Grazie alle ricerche di Michael D. Gershon (1998), le funzioni del grosso intestino sono state notevolmente rivalutate ed attualmente non si pensa più al colon come ad un semplice raccoglitore di rifiuti in attesa di essere eliminati. Gershon definisce l’intestino “il secondo cervello” in quanto è il solo organo a conoscere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale. L’ intestino quindi può funzionare anche in maniera autonoma senza seguire le istruzioni del cervello e quindi è possibile che “ il cervello intestinale abbia le proprie psiconevrosi”.

L’intestino è la sede di una parte importante del sistema immunitario, produce molti ormoni, riceve e manda informazioni al cervello collocato nella scatola cranica, influenzandone il funzionamento e soprattutto è la sede primaria della nostra salute e della maggior parte dei batteri che convivono con il nostro organismo. Anche gli antichi medici, tra i quali Paracelso ne aveva gran rispetto e sostenevano che la vita e la morte risiedessero al suo interno.

Soffri di pancia gonfia, gonfiori addominali, stipsi o colite? Mangi e subito ti senti gonfio? ti senti nervoso perché quel fastidioso senso di peso addominale ti perseguita? hai timore di uscire di casa perché non sai quando capiterà la prossima scarica di colite? non riesci a capire cosa fare, gli esami del sangue sono tutti a posto e il gastroenterologo dice che non c’è nulla. E tu continui a non sentirti bene. Sarà proprio solo tutta colpa dello stress? Cosa fare? Le più recenti ricerche scientifiche sempre più confermano che il fulcro della nostra salute risiede proprio nella nostra pancia, nell’intestino.

Qui risiede quello che possiamo definire “l’organo sconosciuto”. Di cosa stiamo parlando? Dell’insieme di tutti i batteri che vivono dentro di noi, la nostra flora batterica o, per dirla nei termini scientifici, il nostro Microbiota. Se la flora batterica è in ordine ed è composta da batteri buoni , allora siamo in uno stato di Eubiosi. Se invece questa flora è alterata e i batteri patogeni iniziano a prendere il sopravvento su quelli buoni, allora siamo in uno stato di Disbiosi.

Quando i batteri dannosi iperproliferano possono produrre un eccesso di ammoniaca che può intossicare fegato e cervello. Ecco spiegata la sonnolenza post-prandiale. Aumentando i processi fermentativi intestinali, producono alcool che deve essere degradato a livello epatico, e così insorge la steatosi epatica non alcolica. Inoltre quando i batteri dannosi aumentano in maniera preponderante, contribuiscono alla formazione di composti chiamati nitrosamine che inducono il cancro nello stomaco e nell’intestino, e possono sintetizzare altri prodotti cancerogeni a partire dagli azotati dei coloranti alimentari. Anche la parte ormonale può venire alterata, soprattutto quella estrogenica con un aumento di rischio di cancro alla mammella, ed è dimostrato che questi batteri possono incrementare i livelli di colesterolo, di zucchero (diabete) e contribuiscono all’aumento del rischio cardiovascolare”.

Oltre alla produzione di queste sostanze nocive, l’alterazione della flora batterica può contribuire all’insorgere di lesioni alla parete intestinale, fino alla comparsa della “Sindrome dell’Intestino che gocciola”.permettendo il passaggio nel torrente sanguigno di sostanze nocive che invece dovrebbero rimanere nell’intestino. Questo passaggio va a stimolare in maniera prepotente il sistema immunitario che, nel tempo, si squilibra e può iniziare a reagire contro le sue cellule, contribuendo all’insorgere di patologie autoimmuni.

L’aumento di permebilità intestinale permette anche a batteri e microrganismi di migrare dall’intestino in altre parti del corpo favorendo le vaginiti croniche, le cistiti ricorrenti, le candidosi, anche le micosi cutanee.

Quindi si parte da un danno a livello intestinale, dall’alterazione della flora batterica, per poi arrivare ad avere conseguenze anche in organi distanti, che probabilmente sono quelli che costituzionalmente sono più deboli. Purtroppo spesso questo collegamento non viene riconosciuto e si continua a somministrare farmaci sintomatici senza prendersi cura delle cause reali del problema. Se la causa prima di un problema di salute è la disbiosi, fino a quando non si va a curare quella, la cura dei sintomi e delle patologie che ha provocato non è mai risolutiva e avvengono recidive. La scarsa conoscenza di questo stato patologico rende ancora più facile il suo instaurarsi, che ovviamente avviene in modo lento, nel tempo, a seguito di errati stili di vita e di alimentazione.

Quali sono le cause di disbiosi intestinale?

Una cattiva masticazione che fa arrivare all’intestino molecole non perfettamente sminuzzate e digerite. La stipsi, che fa ristagnare le feci a livello intestinale, rendendo l’ambiente tossico, stagnante, predisposto al sovrasviluppo batterico.

Alimentazione poco idonea per noi, sia per quello che si mangia che per come. Spesso si mangia di corsa, tra una telefonata e un commento su FB, magari in piedi. Si assumono troppi cibi industrializzati, finti, in eccessiva quantità, combiniamo male gli alimenti, mangiamo troppe proteine, poche fibre e troppi zuccheri. Mangiamo sempre gli stessi cibi diversificando poco, e introduciamo nel nostro corpo sostanze che fino a qualche anno fa ci erano estranee (additivi chimici, coloranti..etc). Camminiamo poco, muovendoci ancor meno e siamo in uno stato di stress costante.

Anche i cosmetici possono dare alterazioni attraverso tossici che vengono assorbiti dall’epidermide. Metalli pesanti possono alterare la composizione microbica, in particolare il mercurio – magari di amalgame dentali -, di cui la candida è ghiotta!

Anche lo stress emotivo può essere fonte di disbiosi intestinale, grazie all’importante asse scoperto intestino-cervello!!”

Come si manifesta la disbiosi?

“Ci sono diversi gradi di disbiosi, da una forma lieve che consiste in “semplice” gonfiore intestinale, alterazione dell’alvo, dolori /coliche addominali, diarrea, pancia gonfia, meteorismo, a forme più complesse in cui i sintomi sono sistemici e i più diversi come ad esempio debolezza del sistema immunitario con infezioni ricorrenti (faringiti, vaginiti, cistiti, prostatiti…), cefalee, dermatiti, stanchezza, depressione, alterazioni dell’umore, ritenzione di liquidi, sovrappeso, diabete,carenze nutrizionali, insonnia, malattie infiammatorie croniche intestinali (rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn) , colon irritabile, fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica…anche le allergie sono frutto di alterazioni immunitarie che arrivano dall’intestino, e migliorano tantissimo , fino alla remissione , regolando la disbiosi. Il 70% del nostro sistema intestinale risiede infatti a livello intestinale, nel GALT, tessuto linfoide associato all’intestino (Gut in inglese). Recentemente molti studi dimostrano come anche i disturbi di apprendimento dei bambini come anche l’autismo siano correlati e peggiorati da una alterazione della permeabilità intestinale e da una ipersensibilità ad alcuni alimenti, soprattutto al glutine. I dati della ricerca scientifica dimostrano una miriadi di modi in cui il microbiota intestinale influenza lo sviluppo neurocomportamentale”.