Il cancro del colon rappresenta la seconda causa per mortalità tumorale nell’uomo e il terzo nella donna. È più frequente in nord-America, Europa occidentale e Nuova Zelanda. In Italia si osservano 40 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, di cui la maggior incidenza si colloca tra la quinta e la settima decade. Il cancro del colon colpisce indifferentemente entrambi i sessi; in particolare il cancro del retto ha un rapporto di incidenza maschi:femmine di circa 2:1. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un progressivo aumento dell’insorgenza di cancro del retto; tuttavia, grazie alla diagnosi precoce attraverso lo screening del sangue occulto fecale, all’esecuzione sempre più frequente di colonscopie diagnostiche/operative e all’evoluzione delle terapie chirurgiche/mediche, la sopravvivenza a 5 anni è notevolmente aumentata. Le sedi maggiormente colpite sono il retto (39%) e il sigma (25%), senza però risparmiare alcun distretto colo-rettale. Anche per questo tipo di patologie è possibile applicare le tecniche laparoscopiche per esecuzione di resezioni coliche destre, sinistre, resezioni anteriori di retto per neoplasie, confezionamento di stomie.Le tecniche laparoscopiche minivasive rappresentano l’evoluzione della chirurgia tradizionale conseguente all’applicazione di nuove tecnologie video-ottiche miniaturizzate in ambito medico: la miniaturizzazione dei sistemi video, le tecniche 3D ed HD, l’utilizzo di elettrobisturi sempre più efficaci e performanti, l’evoluzione di sistemi di sutura intracorporei sempre più affidabili consentono oggi di effettuare resezioni intestinali radicali con asportazione delle stazioni linfonodali tributarie, ottenendo un risultato simile a quello ottenuto mediante chirurgia tradizionale, ma risparmiando al paziente il traumatismo di una grossa laparotomia che lo accompagni per tutta la vita. L’approccio laparoscopico viene eseguito attraverso piccole incisioni cutanee che riducono di molto il dolore postoperatorio e consentono una più rapida mobilizzazione e ritorno alle normali attività quotidiane. La ridotta sintomatologia si traduce in un minor consumo di farmaci antidolorifici, precoce mobilizzazione dal letto e, come detto, più veloce ripresa di tutte le attività. In linea di massima, tutte le neoplasie possono essere trattate con tecnica mininvasiva. Il limite è rappresentato dalle dimensioni del tumore che, se troppo grande, può infiltrare strutture adiacenti, rendendo necessaria l’esecuzione di una laparotomia. Un altro limite dell’approccio laparoscopico può essere rappresentato dalla presenza di aderenze esiti di precedenti interventi chirurgici. In presenza di quadri simili, spesso si rende necessaria l’esecuzione di un approccio laparotomico. Sebbene ci sia un maggior utilizzo di tecnologia e quindi di costi di materiali utilizzati rispetto a un approccio tradizionale, la riduzione della degenza, il ridotto consumo di farmaci si traduce in una riduzione dei costi ospedalieri, argomento oggi molto sentito da tutte le amministrazioni delle aziende ospedaliere.  Inoltre, la tecnica laparoscopica consente una miglior visualizzazione delle strutture anatomiche, dei vasi, dei nervi con miglior controllo dei sanguinamenti e maggior numero di interventi nerve sparing, con miglior funzionalità residua del paziente trattato. L’intervento laparoscopico viene proposto per i pazienti di tutte le età. Ovviamente vengono valutate preventivamente le condizioni di ciascun paziente, che possono presentare controindicazioni all’esecuzione di anestesie generali protratte in posizioni particolari prolungate. L’intervento laparoscopico prevede l’insufflazione di CO2 a livello intraperitoneale; talvolta in alcuni pazienti affetti da bronchite cronica, con problemi respiratori importanti, la distensione addominale causata dal gas può rappresentare un problema importante e controindicante l’approccio laparoscopico. L’intervento eseguito per via laparoscopica o per via laparotomica è esattamente lo stesso. Per cui le possibilità di recidiva non variano a seconda della tecnica utilizzata.

Take home message: quando è possibile effettuare un intervento con tecnica mininvasiva laparoscopica è sempre preferibile rispetto all’approccio tradizionale laparotomico.